Le proprietà meccaniche di un materiale metallico sono determinanti per comprenderne il comportamento e valutarne l'idoneità rispetto all'applicazione a cui è destinato. Per misurarle in maniera affidabile e rendere confrontabili i risultati è necessario eseguire le prove secondo procedure definite e riconosciute a livello internazionale.
Tra i principali riferimenti per le prove di trazione sui materiali metallici troviamo la ISO 6892-1, norma che stabilisce il metodo di prova a temperatura ambiente e le proprietà meccaniche che possono essere determinate attraverso il test.
La prova consiste, in termini generali, nel sottoporre un provino a un carico di trazione controllato e registrarne il comportamento durante il test. Dai dati raccolti è possibile ricavare informazioni fondamentali per caratterizzare il materiale, tra cui valori relativi allo snervamento, alla resistenza a trazione e all'allungamento. Si tratta quindi di una prova centrale per attività di controllo qualità, caratterizzazione dei materiali e verifica delle loro prestazioni.
La versione attualmente in vigore è la ISO 6892-1:2019, terza edizione dello standard, pubblicata nel novembre 2019. La norma è stata sottoposta a revisione sistematica e confermata nel 2025, pertanto rimane l'edizione corrente.
La ISO 6892-1 è lo standard internazionale che specifica il metodo per effettuare prove di trazione sui materiali metallici a temperatura ambiente e definisce le proprietà meccaniche che possono essere determinate attraverso la prova. È importante sottolineare la temperatura perché la famiglia ISO 6892 comprende anche standard dedicati all'esecuzione delle prove in condizioni termiche differenti.
La norma trova applicazione su differenti tipologie di prodotti metallici. Tra quelli indicati anche nella documentazione tecnica Galdabini rientrano fogli e lamiere, fili, barre o sezioni di barre e tubi. A seconda del prodotto sottoposto a test cambiano la geometria del provino e alcuni aspetti dell'esecuzione della prova.
Seguire un metodo standardizzato è essenziale per ottenere risultati affidabili e confrontabili. Non è sufficiente, infatti, sottoporre semplicemente un provino a trazione: devono essere controllati diversi elementi che possono influenzare il risultato, dall'afferraggio e dall'allineamento del campione fino alla misurazione della forza e della deformazione.
La norma definisce quindi un quadro comune per l'esecuzione della prova di trazione. Il provino viene correttamente posizionato e afferrato nella macchina di prova e successivamente sottoposto a trazione secondo le condizioni previste, fino alla rottura. Durante il test vengono acquisiti i dati necessari a determinare le caratteristiche meccaniche del materiale. La ISO 6892-1 contempla inoltre due modalità di controllo della velocità di prova, indicate come Metodo A e Metodo B.
La corretta esecuzione diventa particolarmente importante quando cambiano forma e caratteristiche del campione. Un filo metallico sottile, ad esempio, presenta problematiche di afferraggio differenti rispetto a una lamiera; allo stesso modo, un tubo può richiedere accorgimenti specifici dovuti a diametro, spessore della parete e geometria. Per questo la macchina universale di prova deve essere opportunamente configurata con sistemi di afferraggio e strumenti di misura adeguati all'applicazione.
La prova di trazione permette di osservare come il materiale reagisce mentre viene sottoposto progressivamente al carico e di determinarne diverse proprietà meccaniche. Tra i valori riportati da Galdabini per le prove secondo ISO 6892-1 troviamo quelli relativi allo snervamento (Rp, ReH e ReL), alla resistenza a trazione (Rm) e all'allungamento (A e Agt).
Questi risultati permettono di descrivere quantitativamente il comportamento del materiale sottoposto a trazione e costituiscono informazioni importanti per attività industriali e di laboratorio. La precisione della macchina, del sistema di misura della deformazione e dell'acquisizione dei dati assume quindi un ruolo fondamentale: l'obiettivo non è semplicemente arrivare alla rottura del provino, ma ottenere dati misurabili, ripetibili e interpretabili secondo un metodo condiviso.
Una prova di trazione secondo ISO 6892-1 consiste nel sottoporre un provino metallico a una forza di trazione crescente e controllata, registrandone il comportamento fino alle condizioni previste dalla prova, generalmente fino alla rottura. Durante il test, la macchina acquisisce i valori necessari per determinare le proprietà meccaniche del materiale, mettendo in relazione la forza applicata con la deformazione del provino.
L'esecuzione corretta richiede però molto più della semplice applicazione di un carico. Preparazione e geometria del provino, sistema di afferraggio, allineamento, misura della forza e della deformazione e controllo della velocità di prova possono incidere sulla qualità del risultato. Per questo motivo la ISO 6892-1 stabilisce un metodo condiviso, finalizzato a rendere le misurazioni affidabili e confrontabili.
Il punto di partenza è il campione metallico da sottoporre a prova. La sua forma dipende dal prodotto di origine e dall'applicazione: possono essere testati, ad esempio, provini ricavati da lamiere, barre, fili o tubi. Le caratteristiche del campione influenzano anche la configurazione necessaria per effettuare correttamente il test.
Il provino viene quindi posizionato nella macchina e serrato attraverso opportuni sistemi di afferraggio. Un aspetto particolarmente importante è il suo corretto allineamento assiale, necessario per minimizzare gli effetti di flessione che potrebbero alterare i risultati della prova. La scelta delle morse e degli accessori deve inoltre essere adeguata alla geometria e alle caratteristiche del campione.
Una volta preparato il sistema, la macchina applica progressivamente la forza di trazione. Durante questa fase il comportamento del materiale cambia man mano che aumenta il carico e vengono acquisiti i dati necessari alla successiva determinazione delle sue proprietà meccaniche.
Un elemento rilevante della ISO 6892-1 riguarda proprio il controllo della velocità con cui viene condotta la prova. La norma contempla due modalità, indicate come Metodo A e Metodo B. Il Metodo A si basa sul controllo della velocità di deformazione, mentre il Metodo B sul controllo della velocità di sollecitazione. La scelta e la corretta gestione del metodo assumono particolare importanza perché la velocità di prova può influenzare i valori ottenuti per determinate proprietà del materiale.
Per comprendere il comportamento del materiale non è sufficiente conoscere la forza esercitata: è necessario misurare anche come il provino si deforma durante la prova. Qui entra in gioco l'estensimetro, lo strumento utilizzato per rilevare con precisione le variazioni dimensionali del campione.
La tecnologia più adatta può cambiare in funzione del materiale e della geometria del provino. Nelle applicazioni Galdabini dedicate ai fili metallici, per esempio, vengono previste diverse soluzioni di estensimetria e, per fili particolarmente sottili, può essere utilizzato un video estensimetro, che permette di effettuare la misurazione senza contatto.
Durante la prova, forza e deformazione vengono acquisite e analizzate per ricavare le proprietà meccaniche previste. È in questa fase che il sistema macchina, gli strumenti di misura e il software devono lavorare in modo coordinato: l'affidabilità del risultato dipende dall'intera catena di misura e non da un singolo componente.
I dati raccolti permettono quindi di determinare valori come snervamento, resistenza a trazione e allungamento, fornendo una descrizione quantitativa del comportamento del materiale. Nelle soluzioni Galdabini, il software di prova viene utilizzato per programmare e gestire il test, monitorare i risultati ed elaborare e archiviare i dati acquisiti.
La prova di trazione secondo ISO 6892-1 diventa così un processo completo di applicazione controllata della forza, misura della deformazione e analisi dei risultati. Una corretta configurazione di macchina, accessori e sistemi di misura è essenziale per ottenere dati attendibili e coerenti con il metodo previsto dalla norma.
La ISO 6892-1 riguarda la prova di trazione dei materiali metallici a temperatura ambiente e può essere applicata a provini ricavati da prodotti con caratteristiche e geometrie differenti. Lamiere, barre, fili e tubi possono quindi essere sottoposti a prova, adottando una configurazione adeguata alle caratteristiche del campione.
La geometria del prodotto è un aspetto da non sottovalutare. Il principio della prova rimane quello definito dalla norma, ma cambiano le modalità con cui il campione viene preparato, afferrato e misurato. Per questo una macchina universale di prova deve poter essere configurata con accessori e sistemi di misura adeguati all'applicazione specifica.
Fogli e lamiere rappresentano una delle applicazioni della prova di trazione secondo ISO 6892-1. Dal prodotto viene ricavato il provino destinato al test, che viene serrato nella macchina e sottoposto progressivamente a trazione.
La prova permette di determinare proprietà meccaniche importanti per caratterizzare il materiale e verificarne il comportamento, tra cui valori relativi allo snervamento, alla resistenza a trazione e all'allungamento. Queste informazioni risultano particolarmente rilevanti quando le caratteristiche del materiale devono essere conosciute e controllate prima del suo utilizzo nelle successive lavorazioni industriali.
La ISO 6892-1 può essere applicata anche a barre e sezioni di barre metalliche. Anche in questo caso, la corretta preparazione e il posizionamento del provino sono essenziali per evitare che sollecitazioni indesiderate possano influire sui risultati.
La configurazione della macchina deve essere scelta tenendo conto delle caratteristiche del campione, della forza necessaria e delle proprietà che si intendono determinare. La disponibilità di macchine universali di prova con differenti capacità consente quindi di adattare il sistema alle dimensioni e alle caratteristiche meccaniche del materiale sottoposto a test.
I fili metallici costituiscono un'applicazione particolarmente interessante perché la loro geometria introduce esigenze specifiche sia nell'afferraggio sia nella misura della deformazione. Galdabini dedica una propria applicazione alla prova di trazione del filo metallico secondo ISO 6892-1, evidenziando come possano essere necessarie differenti soluzioni in funzione delle caratteristiche del campione.
Per evitare lo scorrimento del filo durante il test possono essere utilizzati sistemi di afferraggio specifici. Anche la scelta dell'estensimetro dipende dal diametro e dalle caratteristiche del filo: per i campioni più sottili, Galdabini indica tra le possibili soluzioni l'impiego di un video estensimetro, che permette di misurare la deformazione senza entrare in contatto con il provino.
Anche tubi e tubazioni possono essere sottoposti a prove di trazione secondo ISO 6892-1. In questo caso, geometria, diametro e spessore della parete rendono necessaria un'attenzione particolare alla preparazione del provino e al sistema utilizzato per afferrarlo correttamente durante il test.
Galdabini presenta applicazioni specifiche per la prova di trazione sui tubi facendo riferimento, oltre alla ISO 6892-1, anche ad altri standard utilizzati nel settore, tra cui ASTM A370, API 5L e ISO 3183. Questo evidenzia come, nelle applicazioni industriali, la configurazione della prova debba essere valutata non soltanto in funzione del materiale, ma anche del prodotto e dello standard tecnico applicabile.
La varietà dei prodotti metallici sottoponibili a prova mostra quindi perché sia più corretto parlare di un sistema di prova configurato per l'applicazione, piuttosto che della sola macchina. Telaio, capacità di carico, morse, estensimetri, accessori e software concorrono insieme alla corretta esecuzione del test.
Per eseguire una prova di trazione secondo ISO 6892-1 è necessario utilizzare una macchina universale di prova opportunamente configurata in funzione del materiale, delle dimensioni del provino, del carico previsto e delle grandezze da misurare. Non è quindi sufficiente considerare soltanto la capacità massima della macchina: sistemi di afferraggio, misura della forza, estensimetria e software devono concorrere alla corretta esecuzione del test.
Galdabini sviluppa macchine universali di prova (UTM) destinate a prove di trazione, compressione, flessione e altre prove meccaniche sui materiali. Per le applicazioni sui metalli, l'azienda dichiara una gamma di soluzioni con capacità comprese tra 5 e 1.200 kN, configurabili con differenti accessori e sistemi di misura in funzione della prova richiesta. La ISO 6892-1 rientra esplicitamente tra gli standard indicati da Galdabini per le prove di trazione sui materiali metallici.
Tra le soluzioni Galdabini dedicate all'automazione dei test rientra Quantum Mate, un sistema che integra una macchina universale di prova della serie Quantum con un robot collaborativo a 6 assi. La soluzione è compatibile con le Quantum da 5, 10, 25, 50 e 100 kN e può essere installata anche su macchine esistenti, senza richiedere modifiche al layout del laboratorio.
Il cobot gestisce automaticamente la movimentazione dei provini, permettendo di automatizzare le operazioni di carico e scarico e di eseguire sequenze di prova senza una supervisione continua dell'operatore. Il sistema comprende inoltre funzionalità dedicate alla tracciabilità dei campioni tramite lettore QR code e una stazione di misura.
La gestione delle prove e dei risultati avviene attraverso il software LabTest, che permette di controllare l'acquisizione, l'elaborazione, l'archiviazione e la trasmissione dei dati.
Quantum Mate può essere configurato anche per le prove di trazione sui materiali metallici. La documentazione Galdabini indica infatti tra le applicazioni del sistema le prove secondo ISO 6892 e ASTM E8. La configurazione effettiva deve essere definita in funzione del provino, delle forze richieste, degli afferraggi, del sistema di estensimetria e dello standard applicabile.
Accanto alle soluzioni servo-idrauliche per i carichi più elevati, Galdabini dispone di macchine universali di prova con differenti capacità, destinate alla caratterizzazione di materiali e componenti diversi. La scelta della soluzione deve quindi partire dalle condizioni reali del test: materiale, geometria del provino, forza richiesta, deformazione da misurare e standard applicabile.
Per questo motivo è preferibile non associare automaticamente la conformità alla ISO 6892-1 a un'intera famiglia di macchine senza considerarne la configurazione. Una prova su un filo metallico sottile, per esempio, può richiedere sistemi di afferraggio e misura differenti rispetto a una prova su una barra o su un provino ricavato da una lamiera. Lo stesso vale per tubi e altri prodotti con geometrie specifiche.
L'approccio Galdabini permette quindi di configurare il sistema di prova combinando macchina, accessori, sistemi di misura della deformazione e software in funzione dell'applicazione. In questo modo è possibile costruire una soluzione coerente con le esigenze del laboratorio e con il metodo di prova previsto dallo standard di riferimento.
Una prova di trazione secondo ISO 6892-1 deve essere considerata come il risultato di un sistema nel quale più elementi lavorano insieme. La macchina universale applica il carico, la cella di carico ne misura l'entità, l'estensimetro rileva la deformazione del provino e il software gestisce la prova e l'elaborazione dei dati. La corretta configurazione di questi elementi è fondamentale per ottenere risultati affidabili e coerenti con il metodo previsto dalla norma.
La macchina universale di prova costituisce la struttura all'interno della quale viene eseguito il test e deve essere scelta in funzione delle caratteristiche dell'applicazione. Capacità di carico, spazio disponibile per il provino, sistemi di afferraggio e configurazione della macchina devono essere adeguati al materiale e al tipo di campione sottoposto a trazione.
La gamma Galdabini dedicata alle prove sui materiali comprende macchine con differenti capacità e configurazioni, permettendo di affrontare prove che vanno da campioni che richiedono forze relativamente contenute fino ad applicazioni sui metalli con carichi molto più elevati. Per le prove di trazione sui materiali metallici, Galdabini indica soluzioni comprese tra 5 e 1.200 kN.
Durante il test è necessario conoscere con precisione la forza esercitata sul provino. Questo compito viene svolto dalla cella di carico, che trasforma la forza applicata in un segnale misurabile dal sistema di acquisizione.
L'accuratezza nella misura della forza è fondamentale perché da questi dati vengono ricavate alcune delle principali proprietà meccaniche del materiale. La cella deve quindi essere adeguata al campo di forza della prova ed essere parte di un sistema correttamente verificato e calibrato.
Se la cella di carico permette di sapere quanta forza viene applicata, l'estensimetro consente di misurare come il provino cambia dimensionalmente durante la prova. È proprio mettendo in relazione carico e deformazione che è possibile analizzare in modo completo il comportamento meccanico del materiale.
Non esiste però una sola tecnologia adatta a ogni campione. La scelta dipende dalle caratteristiche del materiale, dalla geometria e dalle grandezze che devono essere determinate. Galdabini propone differenti sistemi di estensimetria e, per applicazioni particolari come la prova su fili metallici molto sottili, indica anche l'impiego di video estensimetri, che consentono di effettuare la misura senza contatto diretto con il campione.
Anche le morse svolgono un ruolo determinante. Il provino deve essere trattenuto correttamente durante l'intero test evitando slittamenti o condizioni che possano alterare il risultato.
La configurazione cambia in funzione del prodotto sottoposto a prova. Fili, lamiere, barre e tubi presentano geometrie differenti e possono richiedere specifici sistemi di afferraggio. Per i fili metallici, ad esempio, Galdabini indica diverse soluzioni studiate anche per limitare lo scorrimento del campione durante l'applicazione della trazione.
A completare il sistema interviene il software. Le macchine universali Galdabini utilizzano LabTest, sviluppato per la programmazione e l'esecuzione delle prove, il monitoraggio dei risultati e la gestione dei dati acquisiti. Il software consente inoltre di elaborare, archiviare e trasferire le informazioni ottenute durante il test.
L'integrazione tra macchina e software permette quindi di seguire l'intero processo, dalla configurazione del test fino all'analisi dei risultati. Questo aspetto assume particolare importanza nelle prove standardizzate, dove non conta soltanto raggiungere la rottura del campione, ma controllare le condizioni della prova e ottenere dati correttamente misurati e interpretabili.
Per eseguire una prova ISO 6892-1 è quindi più corretto ragionare in termini di sistema di prova: macchina universale, misura della forza, estensimetria, afferraggi e software devono essere scelti e configurati in funzione del materiale, del provino e delle proprietà meccaniche che devono essere determinate.
Disporre di dati sulle proprietà meccaniche di un metallo è utile solo se questi vengono ottenuti attraverso un metodo definito e riproducibile. È questo uno degli aspetti centrali della ISO 6892-1: stabilire un riferimento internazionale per l'esecuzione delle prove di trazione sui materiali metallici a temperatura ambiente, definendo il metodo attraverso cui possono essere determinate specifiche proprietà meccaniche.
L'adozione di un metodo standardizzato permette quindi a laboratori, aziende e centri di ricerca di lavorare secondo criteri condivisi. Il risultato della prova non rappresenta semplicemente il comportamento osservato su un singolo provino, ma diventa un dato ottenuto attraverso condizioni definite, che può essere utilizzato nelle attività di caratterizzazione e valutazione del materiale.
Le prove di trazione possono essere integrate nei processi di controllo qualità per verificare le proprietà meccaniche di materiali e prodotti metallici. Valori come resistenza a trazione, snervamento e allungamento forniscono informazioni sul comportamento del materiale sottoposto a carico e possono essere confrontati con i requisiti previsti per una determinata applicazione.
Questo tipo di verifica può riguardare materiali in ingresso, semilavorati o prodotti destinati alle successive fasi produttive. La disponibilità di risultati misurati secondo un metodo riconosciuto permette di supportare il controllo delle caratteristiche del materiale e l'individuazione di eventuali scostamenti rispetto ai requisiti previsti.
La prova di trazione rappresenta anche uno strumento importante nelle attività di ricerca e sviluppo. Conoscere il comportamento meccanico di un materiale consente di confrontare soluzioni differenti, studiare l'effetto di processi produttivi e trattamenti e raccogliere dati utili durante lo sviluppo di nuovi prodotti.
Per laboratori, università e centri di ricerca, poter configurare la macchina di prova in funzione del materiale e del campione è quindi particolarmente importante. Le macchine universali permettono di eseguire differenti tipologie di test attraverso la scelta degli accessori e dei sistemi di misura più appropriati, rendendo possibile l'analisi di materiali e applicazioni diversi.
Uno dei vantaggi più importanti di uno standard internazionale è la possibilità di definire un linguaggio tecnico comune. Se le prove vengono eseguite secondo condizioni stabilite, i risultati possono essere interpretati sapendo quale metodo è stato adottato.
Questo aspetto assume particolare rilevanza nelle filiere industriali internazionali, dove produttori, fornitori, clienti e laboratori possono trovarsi in Paesi differenti. La ISO 6892-1 fornisce un riferimento condiviso per la prova di trazione dei materiali metallici a temperatura ambiente, contribuendo a rendere più coerente la determinazione delle proprietà meccaniche.
L'applicazione della norma richiede infine che l'attrezzatura sia adeguata alla prova da effettuare. Materiale, geometria del provino, capacità richiesta, sistemi di afferraggio ed estensimetria sono tutti elementi da valutare nella configurazione del sistema.
È qui che assume valore la possibilità di disporre di macchine universali configurabili in funzione dell'applicazione. Galdabini sviluppa soluzioni per le prove sui materiali che combinano macchina, accessori, sistemi di misura e software, consentendo di individuare la configurazione più appropriata in relazione al test richiesto.
La ISO 6892-1 rappresenta quindi molto più di una semplice indicazione tecnica su come effettuare una prova di trazione: costituisce un riferimento comune per determinare in maniera standardizzata le proprietà meccaniche dei materiali metallici, supportando attività di controllo qualità, caratterizzazione, ricerca e sviluppo.
La ISO 6892-1 fa parte di una famiglia di norme dedicate alle prove di trazione sui materiali metallici. La scelta dello standard da applicare dipende dalle condizioni in cui deve essere eseguita la prova, dal materiale, dal prodotto e dagli eventuali requisiti tecnici o contrattuali di riferimento.
La ISO 6892-1 riguarda nello specifico le prove effettuate a temperatura ambiente. Per prove condotte a temperature differenti esistono altre parti della serie ISO 6892, mentre in altri contesti industriali può essere richiesto il rispetto di standard differenti, come ASTM E8/E8M.
La distinzione principale riguarda la temperatura alla quale viene eseguita la prova.
La differenza tra ISO 6892-1 e ISO 6892-2 non consiste quindi semplicemente nell'utilizzo di due procedure alternative per lo stesso test: cambia una delle condizioni fondamentali della prova, cioè la temperatura alla quale viene caratterizzato il materiale.
La serie comprende anche la ISO 6892-3, dedicata alle prove di trazione dei materiali metallici a bassa temperatura. La ISO 6892-3:2015 specifica il metodo per prove effettuate a temperature comprese tra +10 °C e -196 °C.
La famiglia ISO 6892 permette quindi di distinguere le prove anche in funzione delle condizioni termiche:
La temperatura di prova deve essere considerata già nella configurazione dell'attrezzatura. Le applicazioni fuori dalla temperatura ambiente possono infatti richiedere dispositivi specifici per portare e mantenere il provino nelle condizioni previste durante il test.
Un altro riferimento molto diffuso per le prove di trazione sui metalli è ASTM E8/E8M. Anche questo standard riguarda le prove di trazione sui materiali metallici a temperatura ambiente e consente di determinare proprietà quali resistenza allo snervamento, resistenza a trazione, allungamento e riduzione dell'area.
ISO 6892-1 e ASTM E8/E8M affrontano quindi lo stesso ambito generale, ma non devono essere considerate norme intercambiabili. Sono standard distinti, sviluppati da organismi differenti, con propri requisiti relativi all'esecuzione della prova, ai provini e alla determinazione dei risultati.
La scelta tra ISO 6892-1, ASTM E8/E8M o un altro standard non dipende pertanto dalla preferenza dell'operatore, ma dai requisiti applicabili al materiale, al prodotto, al settore e alla specifica attività di prova. Anche questo spiega perché una macchina universale destinata alle prove sui metalli debba offrire un elevato livello di configurabilità. La possibilità di utilizzare differenti sistemi di afferraggio, estensimetri, accessori e metodi di prova consente di adattare il sistema alle diverse normative e alle caratteristiche del campione da analizzare.
La norma riguarda i materiali metallici. Le prove possono essere eseguite su provini ottenuti da prodotti differenti, tra cui lamiere e fogli metallici, barre, sezioni, fili, tubi e tubazioni. La geometria del prodotto influenza la preparazione del provino e la configurazione della macchina necessaria per effettuare correttamente il test.
La differenza principale è la temperatura di prova. La ISO 6892-1 riguarda le prove di trazione sui materiali metallici effettuate a temperatura ambiente, mentre la ISO 6892-2 definisce il metodo per le prove eseguite a temperature superiori a quella ambiente.
È necessaria una macchina universale di prova configurata in funzione del materiale, della geometria e delle dimensioni del provino, delle forze previste e delle proprietà da misurare. La macchina deve essere abbinata agli opportuni sistemi di afferraggio e misura. Per le prove di trazione sui metalli, Galdabini propone soluzioni con differenti capacità di carico, così da configurare il sistema sulla base dell'applicazione.
L'estensimetro viene utilizzato per misurare la deformazione del provino durante la prova di trazione. Questa misurazione è necessaria per determinare specifiche proprietà meccaniche del materiale. In funzione dell'applicazione possono essere utilizzate differenti tecnologie, compresi sistemi senza contatto come i video estensimetri.
Sì. La ISO 6892-1 può essere applicata anche a provini ottenuti da tubi e tubazioni metalliche. La particolare geometria del prodotto richiede però una preparazione e sistemi di afferraggio adeguati. A seconda delle caratteristiche del tubo, la prova può essere effettuata utilizzando un tratto tubolare oppure un provino ricavato dal tubo.
Entrambi gli standard riguardano le prove di trazione sui materiali metallici a temperatura ambiente, ma sono norme distinte e presentano propri requisiti per l'esecuzione del test e la determinazione delle proprietà meccaniche. Non devono quindi essere considerate automaticamente equivalenti o intercambiabili. Lo standard da applicare dipende dalle specifiche tecniche, dal prodotto e dai requisiti previsti per la prova.
Galdabini realizza macchine universali di prova configurabili per le prove di trazione sui materiali metallici. La scelta del modello dipende soprattutto dalla forza richiesta, dal tipo e dalle dimensioni del provino, dagli afferraggi necessari e dal sistema di estensimetria. Per questo è più corretto individuare la configurazione adatta alla specifica prova piuttosto che associare la ISO 6892-1 indistintamente a tutte le macchine della gamma.