Prova di resilienza Charpy

ASTM E23, ISO 148-1, ASTM A370-NIST

ASTM E23, ISO 148-1, ASTM A370-NIST

Le norme ASTM E23 e ISO 148-1 definiscono i metodi per prove di resilienza Charpy di provini metallici sotto forma di barrette con intaglio (a V da 2- 3,3 mm, a U da 5 mm)

La Norma ASTM A370 comprende anche i requisiti dei metodi di prova d’urto ma si concentra sui prodotti in acciaio.

Tutte queste tre norme forniscono i dettagli per la misurazione dell’energia assorbita dai provini intagliati sottoposti ad impatto di un pendolo oscillante. Una tipica prova Charpy prevede di disporre il provino di metallo intagliato sui supporti a ciascuna estremità (in maniera orizzontale) arrivando a contatto con gli incavi verticali adiacenti ai supporti.

Il provino viene quindi colpito nella sua linea centrale dalla mazza attaccata ad un pendolo oscillante (martello).

Per misurare la durezza di un materiale utilizzando un test di impatto Charpy, è necessario preparare dei provini dal materiale o dal prodotto di interesse. Normalmente le provette sono lunghe 55 mm con una sezione 10 x 10 mm e intaglio centrale a V da 2, o 3,3 mm o a U da 5 mm. La norma consente anche provette a sezione ridotta a 10 x 7,5 o 10 x 5 e in questo caso occorre equipaggiarsi di appositi spessori da interporre tra gli appoggi e la provetta al fine di garantire perfetta assialità di battuta della mazza.

L'Impact è uno strumento particolarmente sicuro e con soluzioni che superano le richieste di normativa, quale ad esempio la barra di metallo che meccanicamente si infrappone tra l'asta del pendolo armato e l'area di dove l'operatore agisce nel carico manuale del provino. 

La barriera è di protezione, completamente interbloccata, è disponibile anche con porte per il facile recupero degli spezzoni di provino post prova. Pannelli in Lexan trasparenti consentono all'operatore di visualizzare il test di impatto in ogni momento. La macchina prevede un ritorno motorizzato del martello al punto di sblocco per eliminare qualsiasi sollevamento manuale, scomodo oltre che potenzialmente pericoloso.

La norma ASTM E23 definisce i dettagli per i provini nella prova d’impatto Charpy. Inoltre, richiede di eseguire i risultati certificati NIST (National Institute of Standards and Technology). Poiché NIST richiede che i provini siano raffreddati a -40 ° C e quindi testati a quella temperatura, è necessario disporre di un bagno di raffreddamento per interruzioni di energia ad alta serie. Dopo aver eseguito la prova, è necessario inviare a NIST la documentazione di prova che include le energie d'impatto di ciascun provino insieme ai provini rotti per la revisione della certificazione. Sarà così poi possibile ottenere la certificazione (pass) o un rapporto di guasto che include suggerimenti per le modifiche per soddisfare il successivo tentativo di certificazione NIST.

Queste procedure possono essere demandate al Centro di Servizio Galdabini che si occuperà dell'intera procedura. Sono anche disponibili provini certificati BCR per la verifica dell'esattezza di misura dello strumento.

I pendoli Charpy sono disponibili nelle grandezze da 300, 450 o 750 Joule e sono fornibili completi di plinto in materiale precompresso così da evitare lavori di fondazione al cliente.

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