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Pendolo di Charpy: come funziona la prova di resilienza e a cosa serve

07/10/2026

La prova d’impatto Charpy è uno dei test meccanici più utilizzati nell’industria per valutare la capacità di un materiale di resistere a urti improvvisi senza rompersi. 

Pendolo di Charpy: come funziona la prova di resilienza e a cosa serve

In questa guida completa analizzeremo il funzionamento del test Charpy, le normative di riferimento, i vantaggi del metodo e le applicazioni nei diversi settori produttivi.

Cos’è la prova d’impatto Charpy?

La prova Charpy è un test distruttivo utilizzato per determinare la tenacità all’urto di un materiale. Il principio è semplice: un pendolo viene lasciato cadere da un’altezza prestabilita e colpisce un provino intagliato fino a provocarne la rottura.

L’energia assorbita durante la frattura rappresenta il valore di resilienza del materiale e viene generalmente espressa in Joule (J).

Questo test è particolarmente importante per valutare il comportamento dei materiali soggetti a:

  • carichi dinamici;
  • urti accidentali;
  • basse temperature;
  • condizioni operative severe.

Come funziona il pendolo di resilienza

Il cosiddetto pendolo di resilienza è l’elemento principale della prova Charpy.

Un’apparecchiatura Charpy è composta da:

  1. struttura portante;
  2. pendolo battente;
  3. sistema di rilascio;
  4. supporti per il provino;
  5. strumento di lettura dell’energia assorbita. 

Procedura di prova

Il test viene eseguito seguendo una sequenza precisa:

  1. si prepara il provino con un intaglio standardizzato;
  2. il campione viene posizionato sui supporti;
  3. il pendolo viene sollevato fino all’altezza iniziale;
  4. il pendolo viene rilasciato;
  5. l’impatto provoca la rottura del provino;
  6. si misura la differenza tra energia iniziale ed energia residua.

La perdita di energia corrisponde all’energia utilizzata per rompere il materiale.

Il provino Charpy

Per garantire risultati confrontabili, il provino deve rispettare dimensioni e geometrie definite dalle normative.

Generalmente il campione presenta:

  • lunghezza: 55 mm;
  • sezione: 10 × 10 mm;
  • intaglio centrale.

Energia assorbita e resilienza

Il risultato principale della prova è l’energia assorbita dal provino durante la rottura.

Un materiale resiliente:

  • assorbe molta energia;
  • si deforma prima di rompersi;
  • mostra comportamento duttile.

Un materiale fragile:

  • assorbe poca energia;
  • si rompe rapidamente;
  • presenta scarsa deformazione plastica.

Maggiore è il valore registrato, migliore sarà la resistenza agli urti del materiale.

Transizione duttile-fragile

Uno degli aspetti più importanti della prova Charpy riguarda la valutazione della temperatura di transizione duttile-fragile.

Molti acciai mostrano infatti comportamenti differenti al variare della temperatura:

  • ad alte temperature risultano duttili;
  • a basse temperature diventano progressivamente fragili.

Per questo motivo il test viene spesso eseguito a temperature differenti, consentendo di costruire curve di resilienza utili per la progettazione industriale.

Normative di riferimento

Le prove Charpy sono regolamentate da standard internazionali che garantiscono uniformità e ripetibilità dei risultati.

Le principali norme includono:

ISO 148

Standard internazionale per la prova d'impatto su materiali metallici mediante pendolo.

ASTM E23

Norma ampiamente utilizzata nel mercato nordamericano per determinare la resistenza all’urto dei materiali metallici.

EN 10045

Storico riferimento europeo, oggi in gran parte integrato nelle normative ISO.

La conformità alle norme è essenziale per certificazioni, controlli qualità e qualifiche di processo.

Differenze tra prova Charpy e prova Izod

La prova Charpy viene spesso confrontata con il test Izod.

Le principali differenze riguardano:

Caratteristica Prova Charpy Prova Izod
Posizionamento provino Orizzontale Verticale
Tipo di supporto Due appoggi Un solo vincolo
Punto di impatto Lato opposto all'intaglio Lato dell'intaglio


Entrambi i test misurano l’energia assorbita durante la frattura, ma seguono procedure differenti.

Applicazioni industriali

La prova d’impatto Charpy è fondamentale in numerosi ambiti produttivi.

Industria siderurgica

Permette di valutare:

  • acciai strutturali;
  • acciai da costruzione;
  • acciai per basse temperature.

Oil & Gas

I componenti destinati a oleodotti e gasdotti devono garantire elevata tenacità anche in ambienti estremi.

Settore energetico

Centrali elettriche, turbine e impianti industriali richiedono materiali con elevata capacità di assorbimento degli urti.

Automotive

Il test viene utilizzato per verificare il comportamento dei materiali in caso di impatti e collisioni.

Aerospazio

La resilienza è un parametro essenziale per la sicurezza strutturale e l’affidabilità dei componenti.

Vantaggi della prova Charpy

L’impiego del pendolo di resilienza offre numerosi benefici:

  • esecuzione rapida;
  • metodologia standardizzata;
  • risultati affidabili;
  • elevata ripetibilità;
  • confronto immediato tra materiali;
  • supporto alla progettazione meccanica.

Per questi motivi il test continua a essere uno dei metodi più utilizzati nei laboratori di prova e nei reparti controllo qualità.

Limiti del metodo

Nonostante la sua diffusione, la prova Charpy presenta alcune limitazioni:

  • fornisce una misura globale della resilienza;
  • non replica tutte le condizioni reali di esercizio;
  • i risultati possono essere influenzati dalla preparazione del provino;
  • non sostituisce prove avanzate di meccanica della frattura.

Per una caratterizzazione completa del materiale è spesso necessario affiancare altri test meccanici.

FAQ sulla prova d’impatto Charpy

A cosa serve la prova Charpy?

Serve a misurare la quantità di energia che un materiale è in grado di assorbire durante un urto prima della rottura.

Che cos’è il pendolo di resilienza?

È la macchina utilizzata per effettuare il test Charpy, composta da un pendolo che colpisce il provino e ne provoca la frattura.

Qual è l’unità di misura della resilienza?

L’energia assorbita viene generalmente espressa in Joule (J).

Perché si utilizza un provino intagliato?

L’intaglio crea una concentrazione di tensioni che facilita l’innesco controllato della frattura.

Quali materiali possono essere testati?

Principalmente metalli e leghe, ma esistono versioni del metodo applicabili anche a polimeri e materiali compositi.


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